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Chocabeck Dal Dievelnigher

Andarsene non è stato facile. Nè per te, Chaky, che forse pensavi che quella in
cui sei nato sarebbe stata per sempre la tua casa.....nè per me, che speravo
la stessa cosa. Neanche per Francesca, che forse ti credeva anche più .....
piccolo !! più tranquillo !!! o meglio: più piccolo e tranquillo ! 
Invece te ne sei andato e ieri, quando ti ho rivisto (a quattro mesi ora)
ho potuto rendermi conto del legame importante che già si è creato tra voi.
Sono contenta: al posto della lacrimetta, caro Chaky, ho messo un bel sorriso.

        Chocabeck & Sugar Free (Babieca, femmina nera di precedente cucciolata).

Per i non indigeni: Chocabeck è un nome italianissimo.
Tratto dal nostro dialetto emiliano. Un tempo, quando c'era ben poco da mangiare (forse tornerà di moda.....) si diceva ad esempio: "Magnòm pùlèinta e chocàbéck". Trad.: "Mangiamo polenta e chocabeck", che è una parola intraducibile lettaralmente in lingua italiana. Il "becco" (la bocca) ciocca (fa rumore) se, quando si chiude, dentro non c'è niente. Vuol dire polenta e basta. Polenta e niente; ma per noi indigeni è un niente significativo, che ha il sapore
di casa, di famiglia allargata, di risate, di un tempo non lontano quando ci sentivamo bene con le persone e non con le cose.
Chocabeck non è solo un nome, è un ricordo.

(In realtà il chocabeck è anche un'erbetta dolce, che si trova nei campi incolti e che un tempo
si raccoglieva e si mangiava. Non al tempo di Noè, anche quando ero ragazzina io.)
 

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