05.12.2011
Quando, nella primavera scorsa, la nostra Batoukina ha dato alla luce i suoi sette piccoletti, l’intero “gruppo sociale” cui apparteniamo ha partecipato all’evento. I vicini, i negozianti della zona e soprattutto gli amici dei nostri figli chiedevano di poterli vedere (cosa avvenuta non appena è stato possibile, facendo la massima attenzione alla tutela della salute dei piccoli hovi) e facevano molte domande.
Abbiamo dunque avuto la possibilità di constatare due cose:
– prima, e meno importante; la razza hovawart é praticamente ignota a tutti
– seconda, e molto importante; la conoscenza del comportamento animale non é un fatto scontato.
Si potrebbe anche aggiungere, per inciso, una terza constatazione: a volte si crede che gli animali si comportino e pensino più o meno come noi, umanizzandoli alla Disney. Snaturandoli, quindi, nella maniera più totale ed assoluta. Siamo, forse, anche troppo “urbanizzati” e guardiamo il mondo con i nostri occhi. A noi, ed ancor più ai nostri figli, mancano probabilmente quella osservazione e quella compenetrazione di un mondo diverso dal nostro, e tuttavia così vicino, qual’é il mondo animale. Così ci siamo chiesti se, nel nostro piccolo ovviamente, avremmo potuto fare qualcosina.
Siamo partiti da quello che avevamo: i cuccioli e l’interesse dei bambini per loro. Da lì abbiamo cominciato a guardarci intorno, per cercare di conoscere maggiormente gli animali che vivono con noi e per rendere i bambini partecipidi questa conoscenza. Il progetto che successivamente ha preso vita è stato reso possibile solo grazie alla collaborazione fattiva della Signora Barbara Vecchi (insegnante della scuola elementare Matilde di Canossa in Reggio Emilia), del dottor Oscar Grazioli (veterinario, giornalista e scrittore www.oscargrazioli.it) e della sua collega d.ssa Loredana Broggi dell’ambulatorio veterinario Belvedere in Reggio Emilia.
I bambini, in uscita scolastica, hanno potuto osservare, toccare, giocare con i cuccioli. Abbiamo parlato loro delle interazioni madre – figli, di alcuni tra i comportamenti fondamentali che caratterizzano questo rapporto e di come una buona socializzazione sia fondamentale per una crescita caratterialmente equilibrata. Ai bambini è stato consegnato un librettino a fumetti con qualche informazione di base (ovviamente non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di poter parlare della nostra razza: carattere, leggende, storia, origini). All’uscita “sul campo” hanno fatto seguito interessanti lezioni in classe tenute da esperti : il dottor Grazioli e la d.ssa Broggi.
” Molti anni fa mi chiamò un’insegnante (lungimirante, che fa anche rima) di scuola elementare, perché aveva pensato di offrire ai suoi piccoli allievi una lezione su come si tengono gli animali domestici, segnatamente cane e gatto. Parlo di 20 anni fa, quando coniglietti nani, tartarughe, criceti, citelli ecc. erano una vera rarità, nelle case comuni. Troppe volte, la maestra aveva visto acquistare cani e gatti come fossero peluche per finire poi relegati in un angolo della casa negletti, se andava bene, altrimenti vessati dalle torture di adulti e bambini per i quali null’altro erano che un gioco semovente. L’esperienza mi divertì moltissimo e mi resi conto di quanto lavoro c’era da fare perché la mentalità verso il benessere animale prendesse un indirizzo diverso. Ricordo con piacere una delle ultime domande proveniente da un bambino molto esuberante: “Ma lei sa quanto è lungo l’intestino di un elefante?”. Ci facemmo tutti una risata, tranne il piccolo alunno che non ebbe risposta alla sua pur lecita e fantasiosa domanda. Il fatto è che non lo sapevo.
Quando dunque la signora Annalisa Armani, fece da tramite con Barbara Vecchi, insegnante della Matilde di Canossa, per riunire due classi di bambini di quarta elementare onde parlare di comportamento umano e animale, accettai di buon grado e devo dire che, anche questa volta, sono rimasto molto soddisfatto; almeno quanto le insegnanti e i bambini che non ci lasciavano più andare (ad aiutarmi c’era la collega Loredana Broggi). E’ un mio pallino il fatto che i bambini debbano imparare come comportarsi con animali domestici e selvatici comuni, sui banchi di scuola, ma evidentemente non dello stesso avviso sono insegnanti e genitori. Le mie proposte d’intervento (gratuito sia chiaro) sono state rifiutate da scuole reggiane come la Amedeo Savoia Aosta o la Einstein in quanto il consiglio di classe ha ritenuto l’argomento irrilevante.
La prossima volta che un bambino della Canossa, incontrerà per strada un cane aggressivo, saprà cosa vuol dire “comportamento a riccio” e magari si salverà la vita, mentre quello della prestigiosa Amedeo Savoia forse rimarrà gravemente ferito. Io insisto a cercare di insegnare ai bambini questi comportamenti irrilevanti.” Oscar Grazioli
Grazie a tutti: esperti, insegnanti, genitori. Certo quanto fatto è cosa da poco, lo sappiamo. Ma, come si dice, “mattone su mattone, viene su la casa”.

